Quest’anno, la natura ha deciso di sorprenderci, dipingendo un quadro primaverile in anticipo sui tempi, forse come non l’avevamo mai visto prima. Già alla fine di un mite marzo, il cuore pulsante delle nostre vigne ha ripreso a battere con una vitalità sorprendente. Lo si percepiva chiaramente, quasi con un sussurro della terra: il “pianto” della vite, quella linfa preziosa che stilla dai tralci recisi, una lacrima di gioia che annuncia il risveglio. E poi, i primi segni tangibili di un nuovo ciclo, il timido rigonfiarsi delle gemme, piccole promesse di futuro racchiuse in scrigni legnosi.

Oggi, a metà aprile, l’emozione si fa palpabile. I giovani germogli si protendono verso il cielo, raggiungendo quasi i dieci centimetri di lunghezza, fragili ma tenaci, portatori di un segreto meraviglioso: in alcuni di essi, con un battito di cuore, si intravede già la minuscola trama di un futuro grappolo. Un miracolo silenzioso che si ripete, eppure sempre capace di stupirci.

Questo è un momento di delicata attesa, un equilibrio sottile tra la gioia per questo precoce risveglio e la consapevolezza delle insidie. Le temperature miti, insolite per questo periodo, ci tengono con il fiato sospeso, e le previsioni di pioggia persistente fino a dopo il venti aprile aggiungono un velo di preoccupazione.

Un antico adagio piemontese risuona nelle nostre menti: “Se piove la domenica delle palme, pioverà per sette domeniche di seguito”. Un detto popolare carico di saggezza contadina, che speriamo con tutto il cuore possa smentirsi.

Dopo la pioggia, la nostra attenzione si farà ancora più vigile. Dovremo intervenire con un primo trattamento, un gesto di cura necessario per proteggere questi giovani germogli dalla minaccia invisibile ma temibile della peronospora, un fungo insidioso pronto ad attaccare nel momento di massima vulnerabilità.

Ma la primavera nei vigneti è un susseguirsi di gesti antichi e nuovi, un’orchestra di lavori che si intrecciano. Dallo sfalcio dell’erba che profuma la terra, alla potatura verde, una scultura vivente che modella la vite per un futuro raccolto, fino alla paziente palizzatura, un sostegno essenziale per accompagnare la crescita rigogliosa. E in tutto questo fervore, dobbiamo dedicare energie al nuovo vigneto nella zona di Calamandrana, un progetto che ci riempie di entusiasmo e di cui non vediamo l’ora di potervi raccontare i dettagli, in un prossimo incontro.


E poi, c’è il cuore pulsante della nostra cantina, le degustazioni che timidamente riprendono vita. Certo, il capriccioso clima primaverile non è il miglior alleato, e sappiamo che molti preferiscono la carezza del sole per avventurarsi tra i filari e scoprire i nostri vini. Ma anche quando il cielo si fa grigio e la pioggia tamburella sui tetti, la nostra cantina si trasforma in un rifugio accogliente, un luogo dove il tempo si dilata e la passione per il vino si fa racconto. Tra le storie tramandate di generazione in generazione, gli aneddoti che colorano la nostra storia familiare, la narrazione appassionata del nostro territorio, scrigno di tradizioni e culla del Moscato, e la visita al cuore della nostra produzione, la degustazione dei nostri vini si trasforma in un’esperienza autentica, un viaggio sensoriale che nutre l’anima.

DEGUSTAZIONE

Vogliamo raccontare il vino con leggerezza, con il desiderio di abbattere barriere e pregiudizi. Sappiamo che oggi, a volte, si prova un timore reverenziale nell’avvicinarsi a un calice, quasi fosse necessario un titolo o un’esperienza da sommelier per poterne apprezzare la bellezza. Vogliamo scardinare questa timidezza, invitando chi ci viene a trovare a lasciarsi andare, a fidarsi dei propri sensi. Ci piace donare qualcosa di unico a chi varca la soglia della nostra cantina, stimolare i cinque sensi con profumi, sapori e colori, accendere la curiosità con racconti e aneddoti, e soprattutto, condividere una chiacchierata sincera davanti a qualche calice. Perché il vino, per noi, è soprattutto convivialità, un ponte che unisce le persone, un pretesto meraviglioso per creare legami e condividere emozioni.

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Tojo Vini

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